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Esistono tre fondamentali tipologie di prato: il prato ornamentale e di piacere, quello sportivo e l’inerbimento tecnico. Il primo è quello che ci interessa; a sua volta, si suddivide in numerose varianti riconducibili a due interpretazioni: il prato più o meno grande ma privo di altre piante; il prato di un giardino con alberi, arbusti e fiori dove si instaura una competizione tra le piante per l’utilizzo di acqua, fattori nutritivi, luce e aria.

L’erba giusta per ogni prato

In commercio si trovano miscugli di semi da prato adatti a ogni situazione: quello per terreni aridi, soleggiati e calpestati, quello per giardini semi-ombreggiati, quello per il prato all’inglese, con fili d’erba finissimi ed eleganti ma estremamente delicato.

Esiste un tipo generico “rigenerante”, per colmare un area che si è sguarnita; un tipo di miscuglio di semi d’erba standard per situazioni medie: terreno fertile e ben drenato, discreta insolazione, non particolari problemi climatici.

Ma quali specie di graminacee e quali loro varietà intervengono nella composizione di un miscuglio? Quale ruolo svolge ogni tipo di seme?

Le aziende sementiere sono alla continua ricerca di nuove essenze in grado di migliorare la resistenza alla malattie e la durata nel tempo del prato e per garantire una crescita lenta che dilati l’intervallo tra le tosature.

Se volete sperimentare il prato mono-essenza di seguito trovate le specie più importanti e il quantitativo necessario per seminare un metro quadro. Sappiate però che questo tipo di prato, a differenza delle composizioni di miscuglio ben calibrate, ha scarse capacità di adattamento e di resistenza!

Le specie di prato più importanti

Agrostis stolonifera (10-12 g/mq)

Usata prevalentemente nella composizione dei miscugli per la sua crescita più rapida rispetto alle altre essenze da prato, tale da ombreggiarle e favorirne il radicamento. In seguito va rasata spesso, altrimenti loietto e festuca la sopraffanno. Resistente al freddo e alla siccità. Non si usa da sola perché non regge il calpestio.

Agrostis tenuis (10 g/mq)

Graminacee finissima identificata come “prato all’inglese”. Trova impiego specialmente nei campi da golf per la sua resitenza al taglio basso(2-3 cm). Forma un cespo ma non è stolonifera come la precedente. Necessita di continue concimazioni, diverse per ogni periodo dell’anno e di costanti calibrate irrigazioni. Tollera male i ristagni e teme il caldo.

Cynodon dactylon (8-10 g/mq)

Comunemente chiamata gramigna, viene commercializzata in varietà dal fogliame e dagli stoloni più sottili e di basso sviluppo. Resistente alla siccità più assoluta, tende a scomparire d’inverno. Si usa in miscugli adatti ai terreni argillosi o siccitosi non irrigati.

Festuca arundinacea (35-40 g/mq)

Sviluppa un notevole apparato radicale che raggiunge anche i 30 cm di profondità per trovare l’umidità. Vegetazione compatta, foglie più larghe rispetto al Lolium perenne, regge il calpestio e la siccità. Ottima per terreni argillosi. Si seminare fitta, ideale anche per la trasemina.

Festuca ovina (25 g/mq)

Rusticissima, molto resistente al calpestio, al freddo, alla siccità, bella colorazione verde scuro del fogliame molto sottile. Specifica per zone poco accessibili, quali scarpate e argini.

Festuca rubra (25 g/mq)

Ha crescita poco uniforme ma sopporta abbastanza bene il calpestio. Di bella colorazione verde scuro. Specifica per zone fredde, preferisce terreni con pH da neutro ad acido.

Festuca rubra commutata (25 g/mq)

Simile a F. rubra, si differenzia per la crescita più veloce. Vegeta in pieno sole anche in zone un po’ siccitose, detesta l’atmosfera salmastra.

Lollium perenne (30-35 g/mq)

Di rapido sviluppo, con foglie mediamente fini, di notevole impatto estetico, si adatta a quasi tutti i terreni, regge bene il sole, alcune varietà anche la mezz’obra. Ottimo, per la crescita rapida, nelle rigenerazioni e nei campi da gioco.

Poa nemoralis (30 g/mq)

Usata da sempre in zona dove l’ombra di alberature rende difficile la sopravvivenza di altre erbe. Si sviluppa rapidamente da seme, ma poi, se non viene irrigata con continuità, soprattutto durante il periodo estivo tende a scomparire. Regge molto bene il freddo.

Poa pratensis (25 g/mq)

Si diffonde tramite sottili rizomi. Ottima nei miscugli per la sua capacità di rigenerarsi velocemente, non però nei periodi di siccità e d’inverno. Esige terreno fresco, è la prima a tornare verde dopo la siccità estiva.

Poa trivialis (20 g/mq)

Specifica per terreni parzialmente ombreggiati, ha fogliame molto fine e sottile, di un bel colore verde chiaro. Ideale per suoli pesanti e sempre umidi. Si presta poco ai forti calpestii.

Una buona alternativa: la Dicondra

Appartenente alle campanulacee, la Dichondra repens si differenzia dalle graminacee prative per la piccola foglia tondeggiante, che la rende una pianta tappezzante, adatta a formare un folto tappeto verde smeraldo, a bassa manutenzione. In posizione soleggiata non necessita nemmeno del taglio mentre all’ombra gli steli tendono a filare e si deve tosare una volta al mese. È idonea a prati ornamentali e poco calpestati.

Quanto costano i semi per il prato?

Il prezzo minimo dei semi per prato è di 30 centesimi di euro per metro quadro di terreno. L’essenza più costosa è la dicondra: costa dalle 7 alle 10 volte in più delle altre. Il prezzo varia in base alla marca e al peso, una confezione da 250 grammi costa di più di una da 10 kg.

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